TERRA MATTA CAPITOLO QUARTO
La battaglia del Piave more..
TERRA MATTA CHAPTER FOUR
The battle of the Piave River more..
Nato a Chiaramonte Gulfi, Ragusa, il 25 luglio 1949. Dal 1987 vive a Sydney, Australia, dove probabilmente morira'.
Added: 28-07-10
Nice to have a light behind the bed
cosi prima di dormire mi leggo due pagine di Sartre
Le Sursis, settembre del 38, guerra no, guerra si, il
discorso di Hitler, i sudeti, Benes il ceco, la storia
che diventa vita e la vita che si scioglie nel nulla
che sfila via come la sabbia d'una clessidra
astruserie Hegeliane dell'esserci e del non esserci
fascinosi discorsi, i capricci di Ivich, Philippe il matto
fare quello che si vuole, la qualsiasi, il contrario per
esempio di quello che si dovrebbe fare o che ci si
aspetta dovremmo fare, ecco come passo stasera
la mia sera dopo un giorno su e giu' per le campagne di
Haymena dove un pazzo mi chiede 140TL per la notte
e io me ne vado guardandolo come una cacata secca di
vacca, buono only per concime you my friend intendevo
dirgli, m'avra' capito? A Polatli invece solo sessanta TL
molto meglio, piu' 5 lire per l'otopark, il padrone e' strano
un po' strabico e obliquo si secca per nulla ma la citta' e'
pulita moderna busy e le ragazze portano i tacchi alti e
sono quasi tutte senza velo, qualche decina di migliaia
di persone messe insieme che un terremoto stanotte ne
potrebbe spazzar via la meta' compreso il sottoscritto
forse che non c'entra nulla, che eleggono un sindaco
suppongo, si sposano, lavorano o cercano lavoro,
soffrono, fanno amicizie, comprano televisori, lavatrici
automobili, pregano, raccomandano i figli agli amici
leggono libri, anche qua' ci saranno poeti scrittori musicisti
artisti che non guadagnano un cazzo e sognano la grande
arena di Istanbul, di NY addirittura e intanto mancanza
di soldi, debiti, liti con la moglie, poi ci sono i diversi, i
pazzi, i finocchi, i criminali, i morti anche nel cimitero
che quelli contano soltanto per i fiorai quando i parenti
li vanno a trovare, il solito modo d'essere insomma delle
comunita' di questo mondo che sopra di noi ci sta la verita'
poco conosciuta degli astri e delle stelle e a lato e sotto
di noi quella dei cani e gatti, degli asini e delle galline,
dei serpenti e dei vermi, dei boschi e delle correnti
sottomarine...
Il gioco del traffico attorno alla fontana dal corner hotel
Yuksel a Kuthaya citta' della ceramica, il pastanesi qua'
sotto sempre pieno di gente come fosse un bar, gozleme
focacce e ciai per la moltitudine seduta ai tavolini e pane
fresco ekmek e bomboloni e dolci incartati portati via da
uomini neri come corvi, falchi dal becco adunco, donne
civetta coi pantaloni a fiori colorati e il foulard di cotone
sulla testa, ragazzi che vengono a studiare dalla provincia
a quattro o cinque per stanza, a sette a otto nei dormitori,
profumo di latte cagliato di formaggio di capra lungo un
pomeriggio assolato che trabocca per le strade lento come
una purea di patate, il pigiama appena lavato, il prurito agli
occhi della solita sconcia primavera la piu' brutta diventata
per me delle stagioni, l'autunno il piu' bello coi suoi
venti e le sue nuvole e le colline avvinazzate e gli alberi
bronzei e arramati, poi l'inverno intimo e casalingo,
terza l'estate con le sue folli girandole di luce e di colore,
ultima la primavera allergica e malata, moribonda
infelice stagione degli amori spenti o insostenibili, ho sonno,
giocano alla dama turca giu' nella pastanesi e gridano
bevendo forse anche raki annacquato quello bianco che sembra
latte, c'e' chi sputa, chi si raschia la gola, chi starnuta
a Cumurriet Caddesi, una specie di mall all'aperto,
la gente scorre a fiumi, i bambini impalati davanti ai negozi
di dundurma, le ragazze occidentalizzate coi jeans e la
maglietta, le altre con l'impermeabile grigio e attillato
delle vergini musulmane, qualche faccia carina, qualche
culo ardimentoso, niente di stunning, niente abbondanza
di belle cosce come a Sydney, qua' nulla, qua' come la
Sicilia dei miei tempi che le ragazze si vedevano solo
la domenica alla messa o all'uscita della scuola che
camminavano tra loro e ridevano e scappavano quando
uno di noi s'avvicinava che alla fine conveniva giocare
al flipper o al bigliardino o farsi un giro per il corso e
la stradanuova fino alla villa e alla chiesa dei Capuccini
passandosi magari qualsiasi cosa che assomiglia a una
palla dicendo forza tira tira dai passa all'ala palo gol!
Al cinema facevano Maciste o il segno di Zorro con
Alain Delon o la donna che visse due volte con Kim
Novak, il monumento ai caduti era buono per sedersi
dieci minuti e nella calata di San Giuseppe ci abitavano
i fratelli Pizzo che il padre era appuntato dei carabinieri
e ogni domenica comprava dal giornalaio i fascicoli
delle enciclopedie Conoscere e Sapere dove c'era scritto
davvero tutto il sapere della terra e si poteva giocare alla
scienza e alla storia e alle capitali del mondo... e dello Yemen?
Sana... e del Bhutan, boh! E Aden e Gibuti che sono?
Tananarive dov'e' e il Tevere dove comincia?
E le gare a chi bestemmia meglio e di piu'?
Dio, la madonna e tutti i santi, che c'e' sempre quello
educato che non ci sta e fa l'offeso, che c'e' anche quello che non
gli piace Endrigo o Gino Paoli e preferisce Claudio Villa e in
quanto alla II guerra mondiale s'incazza dicendo che gli italiani
abbiamo fatto schifo mentre i tedeschi invece hanno lottato
fino all'ultimo che noi siamo dei vigliacchi traditori e basta!
The books I transport them in the suitcase come fossero clothes
underpants, socks, bagaglio appresso including Despair of Nabokov
a thriller, a short novel, si fa sempre piu' pesante percio' la mia valigia,
m'arrangero', vedro', bestemmiero' per strada, sudero', soffriro', alla fine
della sofferenza ci sara' pure una gioia, quella di leggerli per esempio a casa
o di sistemarli negli scaffali, di tirarli fuori e spolverarli di tanto in tanto,
alti e bassi soliti della mia vita insomma, sconfitte, rinculamenti, trincee,
dolore, perdite, aiuti inaspettati, colpi di culo, testardaggini, gli anni che
s'accumulano comunque, l'invecchiamento, i viaggi ancora da ragazzetto che
per risparmiare dorme nella pensione senza shower e senza lenzuola nel letto,
iniezioni di sana rusticita', di sana barbarie, a mare le preziosaggini delicate
della borghesia, sono un giovane proletario siculo appena arrivato fresco fresco
dall'Africa e non so nulla io di buon gusto e di leggiadria di benessere e di pulizia!
Quanto tempo posso ancora durare andando in giro cosi come una trottola
on top of the hill c'e' Assos ma non ci vado perche' l'entrata costa 5 lire
la stradina per il colle e' piena di scialli e di vecchine che vendono origano
a mazzetti, nella piazzetta del villaggio di Beramkale ci sono almeno quattro
pensioni tre ristoranti e un antik shop con delle manine di bronzo per battere
sulle vecchie porte, lucchetti chiavistelli e chiavi, ripide salite di ciottoli e cielo
chiarissimo e mare zeppo d'isole saffiche e chiotiche e dodecannesiache, volessi
spendere meno mi fermerei ad Akcay dove c'e' la posta e gli apartments e i
costumi da spiaggia e le ciambelle di gomma per i bambini a forma di cigno
dal collo lungo o di coccodrillo o di farfalla, invece ho preso stanza in un cortile
quadrato con le tavole e le sedie di pietra ma la kavalti colazione si fa di sopra
nel ballatoio della padrona dove c'e' la cucina che da li si vede anche il mare
disteso all'orizzonte come un'immenso piatto scintillante appena uscito dalla
lavastoviglie, leggo scrivo dormicchio penso di portare la gomma da un VIP
Otolastik che ne ho visto proprio uno col segno della goodyear da qualche parte
ma non mi ricordo piu' dove, la stanza e' larga e fresca e un geco scompare e
ricompare in continuazione tra le travi del soffitto, allah sia lodato abbiamo
anche la moschea accanto che si sente il sagrestano islamico battere toctoc sul
microfono prima della cantata del muezzin, la padrona e' timida e imbranata
ha preso i soldi nelle mani come fossero state uova non voleva romperli
ho pensato e invece non sapeva fare i conti ed e' venuto il figlio a toglierla
dall'imbarazzo, i soldi rammollano la gente ho detto, sono droga, cocaina,
laudano, esrar, s'e' messo a ridere non so bene perche', io volevo essere serio,
forse non m'ha capito e certo non mi sono espresso chiaramente, m'ha fatto
poi vedere una gatta con tre zampe che ha appena figliato, ne volete uno
mi ha detto, ha capito che mia moglie ama i gatti e anch'io, che fara' adesso
la nostra piccola leila? se ne stara' tutto il tempo in soffitta con kiki nella pace
e nel silenzio della casa solitaria e addormentata, stravaccata, bored o nella
veranda tra i fiori assassini della jacaranda o sui libri e il computer nell'angolo
mio e le mie sere e le mie mattine tutte uguali il caffe' la ciotola d'avena porridge
semi di girasole latte di soia yougurt coconut grattugiato coriandoli di zucchero
te' e miele una fettina di limone pan di spagna biscotti di mandorla avocado
marmellata di prugne piu' la trinita' di pane pasta e vino of course carne e
sangue latino della mia ever present consunstanziale italianita'
La gattina bianca con tre sole zampe madre di tre gattini che tiene e che
allatta dietro le cartoline del baracchetto dei giornali di Assos Baramkale
villaggetto che sembra un presepe morto e resuscitato adesso dai turisti
tra le sepolcrali rovine di Atena Miria e dell'Egeo luminoso Aspasia la
chiamo e Pericle il suo drudo, un gatto buffo sempre affamato tutto pelo
grigio e lanuto, qui per un po' c'e' stato Aristotele e prima ancora Plato e
forse addirittura Omero c'e' venuto alla cerca delle Dardanee mura, e pure
io seduto nel patio dei fiori secchi che prima dell'alba sono gia' passato a
bere un ciai tra i vecchi pescatori del bar Belvedere ma non m'e' bastato
per sentirmi vivo, cerco forse la guerra, l'amore, la morte d'uno che m'e'
caro per sentirmi rinato? Il fatto e' che non ci si arriva mai al centro del
proprio essere, si scava e si sfogliano le foglie una per una delle proprie
cipolle e alla fine che resta? Nulla, anche del piu' bel libro che pagina
dopo pagina ci amministra il suo dettato dopo un giorno o due sappiamo
forse dire che ne e' stato? Romanticherie, sciocchezze, le solite follie,
bisognerebbe sfogliare invece le pagine della vita come non fosse mai
finita eterna emozionante sempre come un'eterna partita, facile a dire
certo e poi magari per finire come in un bel concerto finalmente morire!
Non fermarti ridi passa alla seconda pagina alla terza accumula soltanto
i giorni strappati della vita e quando non volano via appuntali con cura
in un album come un collezionista di farfalle, che te li guardi poi con
calma quando t'annoi: questa e' rara, questa e' bella, questa non vale nulla,
questa' e' stata inutile, questa una fregatura, e questa distrutta dal vento
e dalla pioggia chi se la ricorda, usata da qualcun altro come carta igienica,
ingiallita e accartocciata nell' angolo polveroso d'un cortile deserto, bruciata
dal sole sul greto d'un torrente secco, ora per esempio aspetto la chiamata
della donna occhialuta che ieri sembrava una vecchia contadina rimbambita
e stamattina invece sembra una signora garbata e rifinita che un poco anche
m'assomiglia alla figlia della gna' Vita che la madre aveva il forno nella salita
di Santa Rita, che poi finita la colazione me ne vado fresco e bello in gita fino
all'isola Fortunata quella che non e' mai stata ritrovata...
It is disgusting the way I eat, trowing lanciando things down my throat la gola
una cosa appresso all'altra come in un gorgo orrendo che inghiotte cavalli e
cavalieri ciliege cipollette fette di tomato cetrioli pane pezzi di sardine olive
verdi e nere feta fichi secchi te' vino tutto aggarbugliato nello stomaco che poi
per forza l'estomac fait du bruit tutto il giorno e la notte si lamenta marrant
je m'embrouille, je baille, je sais quoi, j'ete' un hombre valiente c'est vrai mais
non plus che canzone viene fuori dal pacco di Natale per i poveri come un panettone
alemagna con la A gigantesca nell'uovo di pasqua invece un serpentello di gomma
un paio di dadi per giocare al profumo delle cose che non si vedono che non si
distinguono bene ma stanno li' sopra le murate del mondo a farsi agganciare
come tante pantofole direi di vinil serrature otturate buchi sigillati con la gomma
da masticare cosi mi sono detto tie' non e' mica tanto difficile fare il furbo e
cavarsela anche quando non si ha molto da dire bluffando facendo finta di sapere
sorridendo e mai chinare la testa imbarazzato perche' molto spesso va a finire che
gli altri sono piu' stupidi di te e quando non c'e' nessuno in giro dormire riposare
e mangiare e prepararsi per la lotta esercitandosi con nothing else che la propria
coscienza le voila' ca' c'est la loi l'ultimo fottuto arrivato ignorante ex complessato
l'ha capito questo ed ecco che ti diventa improvvisamente ministro del welfare
o anche dell'interno o della difesa cosi va il mondo for instance Iaia che aveva
una specie di nome storico risorgimentale borbonico tipo giancarloalberto o
gianferdinando della terza liceo il pisano foruncoloso magro brutto ch'eppure
con le ragazze aveva un gransuccesso perche' lui parlava bene italiano e aveva
il padre impiegato da qualche parte importante che a me non mi cacava mai io
venuto dalla montagna figlio di nessuno che come amici avevo soltanto nasone
Lorefice che come me abitava nella via Padre Scopetta e Alfonso lo sciclitano che
tutti e tre insieme andavamo su e giu' per il Corso Italia come anime perse via IV
novembre le due Schinina' Mariannina Coffa Sant'Anna le 4 fonti dove vendevano
il pollo allo spiedo e Mario Leggio e la chiesa dell'Ecce Homo e la rotonda in fondo
alla via Roma che ora e' piena di negri che spediscono soldi a casa dall'ufficio della
Western Union, Eritrea, Abissinia, Massaua, Somalia, le nostre vecchie colonie insomma!
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