TERRA MATTA CAPITOLO QUARTO
La battaglia del Piave more..
TERRA MATTA CHAPTER FOUR
The battle of the Piave River more..
Nato a Chiaramonte Gulfi, Ragusa, il 25 luglio 1949. Dal 1987 vive a Sydney, Australia, dove probabilmente morira'.
Added: 23-07-10
Sotto le mura di Xanthos scalpita il cavallo
d'Achille sulle rive del fiume d'oro nel prato
giallo spicco un fiore dalla cima d'una spina
odorosa per metterla tra i capelli di Lesbia
cosi stasera al ballo mi sembrera' una sposa,
buf buf della mia spompata anacreonticita'
memorie e memorabilie ho solo camminato
lungo il clivo d'una assolata collina tra sassi
sculti e sterpaglie e cielo e mare e capitelli
e portali poi arrivata la sera con le sue dita
gelide di seta mi sono sistemato al coperto
nell'angolo appartato d'una stazione come il
vagone distaccato d'un treno ormai passato
sto bene qua' a Fethiye davanti alla piscina
di Oran giovane gentile dalla barbetta pizzuta
la capigliatura arrabbiata da compagno di
Devrinci Yol e la girl friend olandese che
serve ai tavoli come cameriera, la baia
piena di barche certo e qualcuno anche
con la bandana in testa, italiano probabilmente
che gira e conosce a memoria le calette delle
minime isole Egee e delle Cicladi e le rovine
delle coste Licie, Xanthos, Letoon, Myra, i
sarcofagi e le mezze colonne, l'acanto e la stella,
domani all'alba a Telmessos oggi tra gli shops e
stasera tra un bar e l'altro dell'angiporto fino a far
mattina, dormire mai, io no, i dont belong to this
category, io vado a letto alle sette, sono un vecchio
turista aussi del club ibleo di Coburg zona nord di
Melbourne metropolitan che non sono mai tornato in
Sicilia da quarantanni io perche' tanto laggiu' non
ci ho piu' nessuno che Salvatore faccio di nome e
lasciamo stare il cognome ma al club mi chiamano tutti
Massimo perche' una volta suonavo la chitarra e cantavo
bene e mi facevo passare per romano con le australiane
che tanto loro di accenti nostri non ne capiscono che gira
gira a qualcuna riuscivo pure a mettercela nel culo a forza
di stornellate, che sembravo Maurizio Arena a quei tempi
poveri ma belli e da trastaverino passavo anche per Claudio
Villa col binario e buongiorno tristezza e poi abitavo persino
con Pio il pittore che lui era romano sul serio che ci e' finita male
davvero al povero Pio ma questa e' un'altra storia...
Aggrappate alla parete le tombe dei notabili Lici e del re Aminta
in fondo al pendio rosso di papaveri, oltrepassate valli e montagne
e pianure e valloni verdi e campagne d'alberi di ciliegio e pesco e
calanchi e spalti e muraglioni fioriti finalmente me ne sto disteso
sul letto d'un albergo di passo a poco prezzo ad Aksehir citta' di
trattori e ruspe e case di cemento pittate di rosa pastello fucsia
verde pisello e giallo canarino con un bardak in mano di pessimo
vino sharap da cinque lire nella bottiglia di plastica che assomiglia
a una bottiglia di vecchia romagna mi sento come il fratello di Cola
Ardagna lo spazzino che veniva da Niscemi o Santo Cono e per
la festa del patrono s'abbuffava con la salciccia sfarinata di donna
Nitta la sciancata e s'ubriacava col vino acidulo di Bastiano della
Marita grosso e pastoso col sapore pergiunta disgustoso della
vermicita, meglio cosi comunque che tra i venditori di kilim della
costa o di rame battuto a sognare forse l'ultimo guizzo, un gol di
testa o di tacco che risolve all'ultimo minuto la partita che lo stadio
esplode in un unico grido e sventolio di bandiere abbracci e lacrime
tra sconosciuti che adesso posso anche morire non m'importa
piu' nulla, il miracolo e' successo, ora si che posso dire di averci
il cuore sazio e le bisacce piene e domani me ne vado in giro con
un alone attorno che non e' certo piu' il nulla di prima, nome e
cognome che significano finalmente qualcosa nato a da il che mi
sono sempre corso addosso e non mi sono raggiunto mai spiritus
sanctus figlio e padre di me stesso santa trinita' assoluta un bicchiere
di vino schifoso ecco a cosa porta nel mezzo dell'Anatolian plateau
tra montagnacce capre asini e cani randagi filanti lungo il ciglio
della strada che poi si perdono tra i campi d'erba alta mentre i gatti
se ne stanno al sole sui gradini sbreccati delle vecchie case alcuni con
l'occhio pesto sciancatelli e sbilenchi e stanchi malinconici e tigrati e
altre sono femmine incinte che ve la do io una ciotola di latte caldo
brave e belle ragazze alla fine quasi di maggio che fa ancora freddo
specialmente la mattina e la notte ci vuole l'imbottita che io non la
sopporto dio bono e preferisco dormire col pigiama e con la coperta
di lana e mi sveglio sempre al suono delle prime voci nella strada,
le cantilene del ragazzo col ciai o di quello con le ciambelle, le frasi aspre
che suonano come spari di campana degli uomini con giacche e berretti neri
fermi ad aspettare il dolmus che porta in citta' che ne passano tanti gia' pieni
senza fermarsi che la moglie a qualcuno gli ha cucinato ieri sera delle polpette
orrende di melanzana e lui l'ha scopata tutta la notte per punizione anche se
e' brutta come una cornacchia lei stesa sul letto che sembra una morta
la sfascio la sminuzzo allaoakbar, in germania prima di fare l'amore fanno
vedere alle donne filmini pornografici cosi si riscaldano a puntino, ti piacerebbe
nevvero farti succhiare questi vecchi seni avvizziti da un tedesco eh troia? di quelli
belli biondi senza peli sul petto la carne liscia e soda e bianca che loro dicono
icklibedisc quando ficcano habibi e ti baciano dappertutto delicatamente
e ti leccano dalla testa ai piedi come fossi un gelato e appena finisce
lui cazzo comincio io che non sono certo un signorino e ti faccio
vedere le stelle puttana e troia figlia d'un polipo e d'una testuggine greca,
vieni qua' va che sto scherzando che non per nulla ci abbiamo tre figli
maschi ma l'hai almeno stirato il vestito della festa che domenica pazartesi
andiamo a mangiare da mio fratello Alil tuo cognato che chissa' cosa avranno
preparato che lo so ti vorresti far scopare anche da lui non e' forse vero troia?!
Pazzo sono pazzo che ci posso fare, il sole tramonta e quasi quasi avrei voglia
d'ammazzarti con una martellata sulla testa prima a te che poi tocca a me boia
d'un boia assassino farla finita finalmente con questa cazzo di vita che me la
rimastico in bocca ormai da tempo come una viola appassita!
Un'altra serata nomade e pellegrina, un'altro ancora
bicchiere di vino, Aksehir una mattina bianca di luce
e di silenzio, l'uomo dell'hotel fa tutto lui: sta alla
reception, porta le valige in camera, prepara la colazione,
alle sette e mezza il pane e' gia' affettato, la feta l'uovo
sodo le olive il pomodoro e qualche fetta di cucumber,
il ritratto di Ataturk nella saletta della televisione,
i pannelli solari sul tetto, Solimano il grande arrivo'
fino a Vienna, Ecevit e Ali Agca', buyuk country questa
e' stata e sempre sara' ...
S'espande il canto languido del muezzin mentre piove
una pioggia marzolina sul castello di Uchisar sui
tondi comignoli grigi della Devrent Valley, il te' servito
nel bicchiere of course e vino rosso locale, Golem
robusto sfoglia una gigantesca pila di tappeti davanti
alla tedesca come fossero le pagine d'un libro, li
compra lui personalmente in Afghanistan insieme
alla bigiotteria turcomanna, ci va in macchina e m'ha
detto in confidenza che a lui i talibani non dispiacciono,
sunniti brothers dopotutto, i persiani invece fanno schifo
e fanno pure puzza, la turista dorme in una grotta di
Mustafapascia detta anche Sinosos, the Hotel Cave,
cinquanta euro a notte o cento Turk Lira if you prefer,
very exciting, si sta al fresco e vicino ci sono chiese
e monasteri greci, con questo cielo le pietre delle case
appaiono anche piu' vecchie e decrepite di quelle che
sono, parla italiano Gorem, Milano, Torino, Vicenza,
d'estate qua' e' pieno d'italiani, vengono con l'aereo,
la macchina, il camper, famiglie, coppie, gruppi...
eccezionale! straordinario! non esiste al mondo nulla
di simile! Pasolini ci ha girato Medea molti anni fa,
lo sai no, patrimonio dell'Unesco, dell'umanita'..e poi c'e'
tanta piu' storia qua' che nelle nostre Dolomiti!
Lascia stare Alberobello, tutta un'altra cosa qua'...
le grotte di Altamura, vala', Pompei certo, Amalfi,
San Giovanni Rotondo con Padre Pio, vabe' certo
anche l'Italia mica scherzera'!
Fatima, Lourdes la stessa cosa allora...business,
acqua imbottigliata, hotel, ristoranti, souvenirs,
santini, crocette, guarda e' spuntato il sole, il
mio cuore alza il capo immediatamente e come
un sunflower lo saluta!
Camminavo su per un sentiero di terra bianca
e cacate di pecora, la mattina tremolava fresca
di pioggia recente e una larga nuvola sostava
in cima alla montagna tonda, solo senza Tshirt
sotto la camicia leggera trasparente in qualche
modo anch'io come l'aria e il vento per prima
vidi la chiesetta di Santo Stefano chiusa da una
grata l'altare maggiore s'intravedeva appena
dietro un fascio di fieno, piu' avanti la chiesa
di San Nicola invece aperta col cancello divelto
Aios Nicolaos inciso sull'architrave e un ciuffo
di spine sulla soglia, entrai nel cortile quadrato
recintato da mura fangose due celle di monaci
in un angolo, nella chiesa vera e propria scavata
dentro il roccione immenso m'apparve allora Dio
sotto forma di un vecchio ruvido e screpolato
il monaco pastore cristo pantocrator ho pensato
eccolo il creatore il salvatore ero senza parole
i suoi occhi erano pozze giganti d'acqua e
lapislazzuli gote ispide barbute era bello logico
e necessario e umile e fresco e riposante come
una campagna coltivata era tenero anche e
terribile unico e solitario come una palma in
un'isola deserta, non poteva parlare, ho capito ho
capito mi sono detto una volta tu esistevi sul serio
lo so stendevi ali d'aquila imperiale sulla terra obbediente
sopravvivi dunque ancora dentro qualche buco sperduto
tra le montagne e le valli della Cappadocia invisibile ai
molti ma perche' mostrarti a me al piu' unworthy di tutti,
un ateo pergiunta un animale senza scienza ne' presenza
ne' conoscenza un cercatore di piselli nei letti delle
principesse un assassino delle buone intenzioni uno
sbagliastrada perenne uno che e' stato anche in galera
a un certo punto non un vile certo anche se e' scappato
spesso davanti a pericoli inesistenti uno che non sa fare
quasi un cazzo eppure e' superbo di se stesso e cinico
e si sente diverso un giocatore di dadi che trema e perde
sempre un gambler senza coraggio un fragile un corrotto
un corruttibile perlomeno gli basta una carezza infatti un
dono una pacca sulle spalle e si fa comprare, uno come tanti
in fondo un fariseo un povero di spirito un acchiappa
acchiappa da 4 soldi un provinciale uno che non sorpassa
gli altri di tutta la testa come credeva that's it l'ho detto,
chi m'ha mai notato nella folla delle centocinquanta
mila citta' che ho attraversato, ma ora dimmi piuttosto
padre quando e perche' tu m'hai abbandonato?
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