TERRA MATTA CAPITOLO QUARTO
La battaglia del Piave more..
TERRA MATTA CHAPTER FOUR
The battle of the Piave River more..
Nato a Chiaramonte Gulfi, Ragusa, il 25 luglio 1949. Dal 1987 vive a Sydney, Australia, dove probabilmente morira'.
Added: 23-07-10
Kipris, fronteggiando Cipro, figlio d'isole anch'io
dopotutto, l'Egadi rusticane, le ventose Eolie, Malta,
l'isola mia di Lampedusa piatta come una murena,
Afrodisia e' chiamato questo villaggio incastrato tra
mare e pineta alla fine d'una stradella tortuosa e disagiata
stretta sconnessa e tagliata a stento nella roccia viva,
con tanto di cancello privato all'ingresso stile Club
Mediterranee, come potessi rinascere Venere tu davanti
alle villette alveare di cemento colorato rigidamente
tutte uguali di questa ridicola nuova classe media turca
che sogna alla buona California o Florida con le pantofole
voglio dire e la cena in famiglia, la televisione satellitare,
il patriottismo e l'obesita' delle mogli e dei figli e delle
figlie, fascista e perbenista insomma e nello stesso
tempo caparbiamente americanista!
Nel silenzio agghiacciante della piazzetta deserta
solo un ragazzo e una ragazza grassa tubano
piano come dei colombi e un'altra bionda
strepitosamente grassa anche lei se ne sta
appoggiata allo stipite della porta dell'unico
locale dove non vendono alcolici, che ne so
io del resto di questa Turchia o di altrove,
barcheggio, mi barcameno tra lingue e culture
e costumanze diverse tra pirati cilici e castelli
armeni appesi alla costa e panini con lo shishkebab,
con la ruota di scorta in miniatura al posto
della gomma regolamentare e una macchina
che sembra soffocata ma forse questo e' dovuto
semplicemente al fatto che sono partito in terza
e mettici inoltre il raffreddore da fieno e tutte ste
banane attorno che mi fanno vaneggiare...
Anamurium, una manciata d'edifici diroccati a
cascata verso il mare, l'ex teatro Odeon, l'ex bagno
pubblico, l'ex basilica, la casa con l'atrio alla romana,
un letto matrimoniale e uno singolo scavati nella roccia
tenera, la facciata di mattoni, sdraiato all'ombra d'un vecchio
albero accanto a una motocicletta con la catena Titiro
recubans sub tegmine fagi aspetto Melibeo e le quattro
pecore uscite fuori da dietro il casotto di lamiera a
sparpagliarsi per la spiaggia deserta, meglio ancora
pastorello sperduto in Arcadia vicino alla fonte
m'addormento mentre da lontano la dea mi vede
e s'innamora, che se invece da dietro arrivasse all'
improvviso la malagente che prima mi squartano vivo
poi stuprano la mia donna e si portano via lei e il
bambino per venderli schiavi nei mercati di Bisanzio?!
Fiori primaverili ovunque, rondini e tartarughine nei fossi
e rane, il padrone dell'albergo a guardarlo sembra un contadino
ma e' gentile e manierato e parla inglese come un professore,
dice che le banane nelle serre sono la vera ricchezza
della zona e che in paese costruiscono continuamente
quartieri nuovi e moschee e palazzine e villette a schiera
con l'aria condizionata, il frigo, la cucina e la lavatrice
gia' incorporati, che si chiama Fatih lui ed ha appena
comprato una Renault da quarantamila turk lira,
che e' fiero d'essere turco che ammira Berlusconi e
che vorrebbe la Turchia nell'Unione europea perche'
ormai i tempi sono maturi, piu' parla piu' mi sembra
un poster, una reclame turistica, una immensa lampada
fluorescente a contornare il prossimo paradiso turco
del benessere e della prosperita', suo nipote Nurettin
for instance s'e' sposato in limousine e poi con la stessa
macchina per un mese se n'e' andato in giro a dormire in
tutti gli alberghi a 4-5 stelle della costa da qui a Mersin...
fermo davanti all'ingresso di un Hotel Excelsior lo vedo
consegnare le chiavi della macchina al boy che la metta in
garage mentre altri boys prendono le valige e lui conduce
la sposina extravergine diciassettenne da poco deflorata
fino al bar per farsi un aperitivo al mandarino prima di
ritirarsi in camera a ficcare come una bestia assatanata
la scassa mio dio stanotte, la sgrana coma una melagrana,
la pompa e la strafotte peggio che se fosse
una professional mignotte!
M'abbandono intanto a questo vento tiepido che arriva
dal mare che chiude delicatamente le imposte degli occhi
con le sue mani d'erba e mirto fiorito che mi porta accanto
Diana cacciatrice a me Endimione mezzo addormentato...
Cosa mi resta d'altronde nella vita ora che s'e' quasi finita?
Niente successo, fama, gloria, ricchezze, onori... mamma
mia!... l'amore forse o questo infantile gioco della poesia?!
paura non ho certo piu' paura, ho casa, lavoro, gatti, una
vecchiaia sicura, viaggiare dunque e quando voglio mi
stendo cosi sul prato a sognacchiare raro e solingo come
un quadrifoglio!
Alle cinque poi c'e' la lokanta e il misto di melanzane
fagioli e peperoni e poi il gelato al parco dei dragoni
coi bambini che saltano attorno al disonauro cantando
un ingrato lullaby a due adulti che giocano all'Aliantai...
Shit place Antalya dove la musica marina della Turchia
mi diventa improvvisamente una scorreggiata da Rimini,
gli ombrelloni, la pizza, le oscene matrone inglesi che
sbarcano in continuazione all'aeroporto per farsi sbattere
dai ragazzi di Kusadasi, i meglio fakkatori dell'intero
paese col cazzo duro e grosso a tipo cilindro di metallo,
pistoni su e giu' per le potte e i culi delle vecchie che
poi la mattina se ne tornano al villaggio dalle mogli o
le madri o le fidanzate e vanno a pregare in moschea
e alla fine aprono un kebab salonu dalle parti di Alanya
o una stall nei mercatini all'aperto per i turisti russi
fackinshit per me davvero e' finito l'idillio da queste
parti niente piu' shangrila' caldo sudore e scarpinate e
negozi di souvenir due gatti spelacchiati per strada e la
vecchia francese col marito invalido che cerca le marche'
pour manger, aidez moi, che a lui gli manca un braccio,
parlez vous francais? dovranno pur mangiare da qualche
parte, iemek gli dico, iemek manger laba' che finiscono
per comprare una bottiglia d'acqua e due ciambelle col
sesamo, cosa saranno venuti a fare qua' sti due che non e'
per loro e neanche certo per me questa citta', che negli anni
ottanta ci veniva ricordo a svernare il conte frocio di Bondeno
col suo amico ch'era un Fustenberg e aveva un grosso
cabinato, che le notti d'estate attraversavano invece la citta'
di Ferrara in macchina scoperta che lui se ne stava tutto il
tempo in piedi e gridava: A Noi! facendo il saluto romano
alla gente che passava, che a quarantanni e' morto poi di
cocaina, Walter si chiamava che ripeteva sempre “la vita e'
uno schifo” e si lamentava come una specie di Jacopo
Ortis che voleva morire e che giragira ha finito per riuscire!
Tra i tetti i banani e il minareto svetta come un iguana
nuda la luna in vetta al cielo come un'argentea puttana
Bello e' il cortile dei limoni e delle rose nella pansyon
di Ucagiz e bello il villaggio ancora solitario e calmo
nella fresca mattina, il remoto posto sperduto di pescatori
sembra ancora di qualche anno fa, mi sento solo e buono
qua' sotto il celeste cielo, tra tetti minareti banani e panni
stesi e fili della luce e brezze e isole vicine con le barche
ormeggiate, le tombe licie scavate nella roccia i portali
scolpiti col discobolo nudo l'anca rilassata d'Efebo
apollineo ricciuto il collo leggermente piegato alla David,
case vecchie ristrutturate e case in completo abbandono,
il decay della necropoli bizantina coi sarcofagi spaccati
bucati rivoltati depredati scattered sul dorso della collina
persino a bagnomaria alcuni sul mare, aperti chissa' quando
da mani predoni, gioielli forse dentro, tesori, vasellame,
coralli e topazi sognati da ladri di tombe, sacchetti pieni
di solidi giustinianei, pochi sul piedistallo originale gli
altri rovesciati dalle guerre e dai terremoti, tra poco me
ne andro' verso Simena a raccogliere solitudini sulla
montagna coi venti che squassano gli arbusti secchi e
l'erbe ondeggianti e le spine fiorite della primavera
incipiente, gli steli, le lucertole che s'acquattano tra
le crepe, immobili zampe verdastre di rettile dagli
occhi romboidali sferici semoventi inespressivi
ammalianti antenne di lumaca gusci di tartaruga...
Non fa caldo oggi e stanotte spero non ci saranno
zanzare, l'orrida mostruosa Antalya e' completamente
dimenticata, il sentiero o tratturo per Simena attraverso
distese d'acqua d'aria e di luce m'ha portato solo alla casa
della bambina che gioca col cerchio di plastica e che
con la canna batte le oche bianche che scappano
mentre dalla finestra urla la madre gel burda' che
significa vieni qua' ma la bambina non vuole sentire
e cielo e mare dello stesso colore si fondono dietro di
lei e le oche e la madre in una specie di sfondato veneziano
con tendaggi di seta blu trasparente e cortine di mussola
azzurra, la bambina continua a giocare e il viandante
assetato dopo una lunga camminata sosta alla fontanella
e s'asciuga il sudore col fazzoletto, si bagna la fronte, beve,
piu' avanti il piccolo cimitero del villaggio e la collina
col castello, dall'altra parte forse Kelova the sunken
city che ormai ho deciso non m'interessa di vedere...
Non ho voglia di nulla disteso col cervello stracco
tra lo sciacquio lontano del mare e il silenzio azzurro
del cielo penso agli incerti futili e inappropriati passi
che m'hanno portato cosi spesso oltre i limiti dell'abitato
anche se non di molto che alla prima piuma d'indiano
spuntata da un cespuglio sono sempre scappato via di
corsa dentro fort Apache col mio amico Rusty dal naso
a patata e le lentiggini e Rintintin e il sergente Ohara che
s'asciuga lacrime di commozione col suo fazzoletto enorme
come una tovaglia, un giovanissimo Rock Hudson che fa il
tenente innamorato della figlia del maggiore questo prima
che s'andasse a ingolfare con la crocessina di Addio alle Armi
morta in seguito di parto, vaneggio in questo dolce pomeriggio
di maggio, i am a tourist with a rented car from Paris, uno
a cui non c'importa al momento un cazzo di un cazzo di un
cazzo di niente specie dopo un bicchiere di vino rosso che tra
l'altro fa schifo al cazzo anche lui, i jeans li ho tagliati per farmi
un paio di shorts ma poi non me li metto perche' ho le gambe
troppo bianche e mi vergogno, nemmeno per andare a Simena
li ho messi che per strada non c'era nessuno e c'era il sole e gli
arbusti secchi e le spine della calata di Costaprena o della
scorciatoia della Testaditurco detta anche della Madonna del
Volo che io sempre pensavo invece si trattasse della Madonna
delle Viole, equivoci e fantasie della mia lontana infanzia senza
calzette, che si spuntava alla Croce o alle Quattro Cappelle mentre
lenta saliva per lo stradone l'unica motoape della giornata
carica di carciofi, o un mulo che trascina un carretto o un
motorino che fuma e puzza di miscela, la motobicicletta
mettiamo di Vannino il cornuto che sua moglie se la fa
da anni con il cognato Costantino il porco chiamato cosi
perche' una sera riusci' a mangiare quarantuno arancine
che a Vannino non c'importa niente di sta storia tra suo fratello
e sua moglie anzi c'e' chi dice che ne e' addirittura contento,
portavo occhiali gia' allora e avevo i foruncoli sul naso i
piedi un pochettino piatti come tanti nella mia famiglia i nervi
lisi e scavezzati di mia madre, la parlata chiaramontana
sempre in bocca che poi m'ha dato quell'accento fottuto
che da allora non mi lascia piu' diventato italianaccio e
inglese stentato e frammentato e ora turco sbruffonato
bir ikki iuc dort maraba'! figlio di gran butta'! the boy
degli svizzeri francesi ha ricominciato a urlare di nuovo
sempre per quella faccenda della bloody chicken pox!
What I should do this last part of ma vie? Rire, oublier,
causer avec myself, intrattenermi nelle camere del mare,
continuo a perdere tempo ma il tempo e' comunque una
causa persa, esso si squaglia, coule, va via in ogni
direzione, no matter how treated or considered s'inchina,
s'inarca, si decompone lo stesso e noi con lui e tutto il
resto degli uomini e gli esseri minimi e le cose , Dante
Petrarca, Macchiavelli, il Tasso e l'Ariosto e Giovanni
Verga e le pecore della Licia e l'amore che sorregge il
mondo, m'annoio e mi lascio trascinare dall'enfasi e
dal malumore, l'Italia dissanguata con la violenza sola
del denaro ridotta in schiavitu' da quel marpione di
Berlusconi, uno straccio con cui ci si pulisce le scarpe
questo padrino di mafia ultimo modello, quando finalmente
riusciranno ad acchiapparlo e ad appenderlo a testa in giu'
del Bel Paese sara' rimasta solo una lisca per affogarci i
gatti, buffone vecchio porco osceno circondato da maiali
e galline e oche nel parlamento trasformato in un bivacco
per le legioni di un cesare del cacco... basta va, che
me frega a me dopotutto dell'Italia, tonno intanto stasera
e fagioli e melanzane in scatola, un dolce al pistacchio
per dopo, sono soltanto le cinque e mezza, il muezzin ha
appena cantato e a me mi s'e' gonfiata la minchia senza
un'apprezzabile ragione...
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